Idilio - Vinsanto
C'era una volta...
Iniziano così tutte le favole che si rispettino e per me scrivere di questo nettare è un po' come raccontare di aneddoti trascorsi.
Vendemmia 1994…i biondi grappoli di Trebbiano e Malvasia dopo la raccolta vengono messi ad appassire su graticci.  In cantina alcuni caratelli, vecchi di trent'anni, contenenti la "madre" del Vin Santo, dono del vecchio Gino, il fattore che in passato aveva vissuto nella nostra azienda, aspettano.
In Gennaio la torchiatura, l. 8 di vino per kg. 100 d'uva.  Il mosto ricco di zuccheri e la Madre vengono messi nei caratelli chiusi con del cemento. In una stanza sensibile all'andamento climatico stagionale fermentazioni si alternano a periodi di affinamento. 

Trascorsi alcuni anni, il rito dell'apertura, la curiosità era tanta… "Come sarà?"…si diceva.  Per anni quasi dimenticato in cantina, come vuole la tradizione, ora il nostro passito tornava alla luce.  Con lo scalpello viene rimosso il cemento, poi il tappo…un po' di vino viene messo in un bicchiere e…"E' buono!".
Al naso dolce di miele, mandarino candito e albicocca matura, biscotto al burro e muschio.  Grasso e denso, al gusto risulta vivo per la giusta vena acida.
Via via vengono svinati tutti i caratelli ed il vino trasferito in una cisterna d'acciaio sino all'imbottigliamento avvenuto nel 2001.

Una sera durante una cena alla Bottega del  Vino di Verona con l'amico e proprietario Severino ne abbiamo stappato una bottiglia…"questo non è un Vin Santo e qualcosa di più grande" il suo commento… e il nostro pensiero a Nonno Idilio, grande uomo della classe 1921 che compiva 80 anni…questo vino avrà il suo nome. Nell'etichetta il suo profilo e la sua firma.
Una sorpresa che nel giorno del suo compleanno ha accolto con emozione…un ricordo per lui e quanti lo conoscono.